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SPETTACOLO AL TEATRO GRANDE DI BRESCIA: MUSICA E SCIENZA PER LE CLASSI SECONDE

#NONSOLOSCIENZA – Deproducers Botanica

Spettacolo di scienza e musica al Teatro Grande di Brescia , 8 marzo 2023.

Le classi seconde della secondaria di I grado di tutto l’IC Nord2, lo scorso 8 marzo hanno assistito a uno spettacolo molto originale nel favoloso contesto del Teatro Grande, gioiello della nostra città.

Nell’ambito dell’anno della cultura, infatti, il teatro ha aperto le porte alle scolaresche per una serie di eventi ideati per avvicinare gli studenti di Brescia e provincia alle materie scientifiche attraverso, il teatro. Si tratta di un progetto denominato «#nonsoloscienza», promosso dalla Fondazione della Comunità Bresciana, in partnership con la Fondazione del Teatro Grande. Lo spettacolo multimediale a cui abbiamo assistito si intitola Deproducers-Botanica.

Deproducers è un collettivo musicale formato da cinque artisti che amano mettere in relazione musica e scienza, in modo creativo e innovativo. Nel nome della band, come i suoi componenti ci hanno spiegato, c’è un de privativo, nel senso di produrre meno, solo i suoni essenziali.

Sul palco, allestito con una scenografia essenziale ma accattivante, con luci che si animavano a ritmo di musica dalla forma che richiama i fusti delle piante, cinque musicisti hanno interpretato con i loro inediti pezzi, solo strumentali, il mondo vegetale.

Durante l’esibizione, il professor Telmo Pievani , filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione, calcava di tanto in tanto il palco, introducendo e commentando, con tante curiosità, i temi trattati. Le sue parole erano ispirate dai testi del professor Stefano Mancuso, botanico di fama internazionale, spesso intervistato nei vari programmi televisivi per i suoi studi, che vedono le piante come rimedio per contrastare il cambiamento climatico globale in atto.

Il tutto mentre uno schermo alle spalle dei musicisti proiettava frasi, immagini e caleidoscopici disegni, rendendo lo spettacolo davvero immersivo e coinvolgente.

La nostra docente di scienze, la prof.ssa Morgillo, da esperta in materia, ha elogiato l’alto livello scientifico, divulgato con un linguaggio adatto a noi studenti e ci ha detto che quei numeri incredibili, relativi alle curiosità botaniche descritte, sono frutto degli ultimi studi che aprono un mondo affascinante, quello delle piante, ancora tutto da scoprire. Perciò ci ha suggerito di leggere un libro educativo, ma al contempo di agile e piacevole lettura: “Uomini che amano le piante” di S. Mancuso, di cui ha riconosciuto alcune citazioni durante lo spettacolo.

L’aspetto dello spettacolo che ha coinvolto di più noi studenti, inutile dirlo, è stato senz’altro la musica. Un crescendo di emozioni capace di unire tutto il pubblico, che partecipava battendo le mani a ritmo, perché si sa, la musica ha una forza incredibile, che si serve di un linguaggio universale per arrivare a toccare nel profondo l’animo di ogni singolo individuo.

 RIFLESSIONI

Numerosi sono stati gli spunti di riflessione che ci ha offerto questo spettacolo. Riassumeremo qui di seguito gli aspetti che ci hanno colpito di più.

Le piante sono ovunque intorno a noi, nonostante spesso non ci accorgiamo della loro presenza: le consideriamo come oggetti immobili e inanimati, eppure sotto moltissimi aspetti sono più evolute di noi (basti solo pensare alla fotosintesi clorofilliana, magia chimica che l’uomo ancora non è in grado di eguagliare) ed è solo grazie a loro se noi esistiamo.

Alcune piante possono vivere migliaia di anni ed instaurano relazioni tra di loro, tali da far impallidire gli ideatori degli attuali social network: comunicano a livello chimico (e non solo…) e sono capaci di ingannare numerose specie animali. Siamo forse anche noi stessi dei “mezzi” che le piante hanno modellato e perfezionato, per garantire successo nella loro diffusione? Pensieri che fanno rabbrividire, perché capovolgono completamente il nostro punto di vista tradizionale antropocentrico.

Un altro aspetto che ha catturato il nostro interesse è stato il venire a sapere dell’esistenza della banca dei semi. Una particolare struttura, costruita dentro una montagna di roccia arenaria nell’isola Spitsbergen delle Svalbard, a 130 metri sopra il livello del mare, per assicurare che il sito rimanga all’asciutto, anche nel caso di fusione dei ghiacci artici, con sistemi di sicurezza per impedire accessi non autorizzati, anche se non esiste personale permanente in loco. L’impianto ha una capacità di stoccaggio di 4.500.000 semi complessivamente e negli ultimi anni la Siria ha richiesto dei semi, di una particolare varietà di frumento che si era completamente estinta, per poterli ripiantare. I Deproducers hanno voluto onorare questo grande progetto mondiale interpretando un loro brano musicale davanti alla struttura, esibendosi proprio alle isole Svalbard.

Tra tutti gli insegnamenti che abbiamo tratto da questa esperienza, il più importante è anche il più semplice: ognuno di noi può, nel suo piccolo, fare qualcosa per il mondo in cui viviamo. Imparare ad osservare, prestare attenzione ad ogni piccola cosa del mondo è una preziosa virtù, che ci renderà davvero vivi e consapevoli della bellezza che ci circonda. In fondo, come ci hanno ricordato i Deproducers nell’ultima canzone, “per fare tutto… ci vuole un fiore”.

Classe 2B e prof.ssa Morgillo Alessandra

fiore dentro la goccia
Dentro la goccia. Sembrerebbe solo una semplice goccia di rugiada su un petalo di rosa, ma, se si osserva con attenzione, essa racchiude il fiore sullo sfondo, rimpicciolito e capovolto. La goccia d’acqua si comporta come una lente convergente che definisce e capovolge la realtà regalandoci un nuovo punto di vista. Anche guardare il mondo attraverso una goccia può apparire sorprendente.