Attualità

Giornata della memoria

ARTICOLO: INCONTRO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio era la Giornata della Memoria; ma memoria di cosa?

In questa giornata si vuole ricordare l’orrore della Shoah e delle vittime, delle tante vittime, dell’ira e della violenza nazi-fascista.

Per questo importante momento di commemorazione, a scuola, è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato tutte le classi.

Indifferenza.

Questa è la parola che ha guidato il nostro incontro, questa la causa di molte vittime, morte per l’indifferenza.

Durante l’incontro ci sono stati diversi momenti di riflessione, accompagnati da musiche, disegni e poesie, che i ragazzi di diverse classi hanno letto. La mia classe ha dato il suo contributo proponendo alcune poesie e creando uno striscione con la parola più importante di questa giornata: indifferenza.

Nel complesso quest’ incontro mi è molto piaciuto, perché ho apprezzato la musica (suonata dall’orchestra della classe terza E) e le poesie (in particolare “Scarpette rosse” ), oltre ai bei disegni dei compagni di terza H; però il momento che mi ha colpito di più è stato quando io e le mie compagne abbiamo letto le poesie con il sottofondo, solista, musicale. Mi ha colpito, perché sembrava che quelle poesie fossero nate accompagnate da quei brani, in quanto stavano molto bene insieme e trasmettevano forti sensazioni.

È stato un bell’incontro e spero che venga rifatto nei prossimi anni per mantenere viva la memoria e per non dimenticare.

Finito l’incontro, siamo tornati in classe, dove la professoressa Pavia ci aspettava per la visione di un filmato, sempre inerente al tema della Shoah.

Il video parla della storia di una ballerina ebrea che viene deportata nei campi di concentramento.

In particolare, a me è piaciuto molto il momento in cui la detenuta Edith, la protagonista, dopo aver fatto una doccia ghiacciata, viene condotta nella stanza di un ufficiale, che inizia a parlarle, a spogliarla e a toccarle la schiena. Ad un tratto suona il telefono e, nel momento in cui l’ufficiale esce dalla stanza per rispondere, Edith si mette a correre, scappando verso il suo dormitorio.

Una volta giunta lì, si rannicchia nel suo giaciglio, evitando così di essere violentata.

Questa scena mi ha molto impressionato per via del coraggio che Edith ha mostrato, nonostante tutto ciò che aveva subito fino ad allora, e quello che avrebbe potuto subire a seguito di quell’azione.

In questa circostanza non so se avrei avuto il coraggio di fuggire, però ho ammirato molto questo suo forte gesto.

Relazione di Maria M. 3D