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Insieme per sempre

Insieme per sempre


Martedì 29 novembre, noi con la nostra classe 3D siamo andati al teatro Santa Giulia, a vedere lo spettacolo “Insieme per sempre”, della Compagnia del Novecento, che trattava il tema del femminicidio.

L’esordio mostra due giovani e la loro storia d’amore.

Pian piano l’uomo inizia ad essere geloso, aggressivo e violento nei confronti della compagna e la loro relazione diventa tossica.

Quando lei capisce la gravità della situazione, decide di scappare.

Dopo un po’ di giorni, torna a casa sua, accompagnata da suo fratello, per riprendere le valigie, ma, nonostante la presenza di un’altra persona, il suo ex ragazzo riesce a rimanere da solo con lei per qualche minuto, abbastanza per spararle e poi suicidarsi.

L’opera è stata drammatica e molto interessante; ci ha fatto capire alcuni concetti di grande importanza.

Il femminicidio è un atto terribile, che purtroppo è presente molto spesso anche in Italia.

Infatti, viene uccisa una donna in media ogni tre giorni e questo è un dato terrificante.

L’attrice, a fine spettacolo, ci ha spiegato che esistono alcuni campanelli d’allarme, per farci capire quando una relazione non è sana e potrebbe diventare pericolosa.

Tutto può partire dalla gelosia eccessiva, dalla privazione della libertà di movimento del partner o anche dalle parolacce o dagli insulti pesanti.

A volte, rendersi conto dei campanelli d’allarme è però molto difficile, perché l’uomo tende a giustificarsi e scusarsi, offrendo anche regali.

Non ci si deve mai accontentare!

Vogliamo evidenziare anche l’importanza di denunciare, perché un uomo che ama una donna non le metterebbe mai le mani addosso; non bisogna avere paura di perdere qualcuno che non ti rispetta!

E’ importante ricordare che l’uomo non è superiore alla donna e quindi non può voler comandare: in una relazione l’equilibrio è indispensabile.

La gelosia è sinonimo di insicurezza verso la persona con cui si sta vivendo.

E’ un sentimento che possiamo vivere già alla nostra età: quando un nostro amico si diverte con altre persone, talvolta siamo troppo possessivi e gelosi e ci dispiace che lui non sia con noi, ma dobbiamo comprendere che, se siamo veri amici, dovremmo essere contenti del bene dell’altro.

Inoltre, abbiamo parlato del trauma che vivono le donne che vengono oppresse e subiscono violenza psicologica o fisica: crediamo possa durare

tutta la vita.

Abbiamo poi considerato anche i figli di coppie che vivono una relazione malata: di loro si parla raramente, ma rimangono spesso gravemente traumatizzati. Abbiamo ipotizzato che alcuni bambini maschi potrebbero pensare che sia normale che le donne vengano trattate in quella maniera; se capitasse, sarebbe pericoloso, perché vorrebbe dire far continuare il fenomeno. Per contro, abbiamo anche aggiunto che ognuno è un individuo, capace di pensiero proprio, e che quindi un ragazzo, che ha visto la violenza del padre contro la madre, l’abbia giudicata come una cosa terribile, un comportamento che lui non metterà mai in atto.

Concludendo, abbiamo trovato lo spettacolo molto significativo ed emozionante e gli attori sono riusciti a comunicare i diversi concetti chiaramente, indagando molto bene il grave problema del femminicidio.



Issa K. e Sofia L.

(classe 3D)