Attualità

La storia della goccia

… e Cartellone: Art. 2 del Manifesto della Comunicazione non Ostile

Presentiamo due lavori di scrittura collettiva, creati dalla 1D della scuola Virgilo.
Il modello dal quale siamo partiti è l’opera del maestro Mario Lodi, l’autore del celebre “Cipì”.
Lodi ha vissuto l’esperienza della dittatura e ha quindi maturato l’obiettivo di costruire una scuola democratica. Riteneva infatti che lo scrivere fosse uno strumento di democrazia.
Per creare un testo collettivo, si parte da un mandato stimolo, uguale per tutti, che ogni alunno deve affrontare autonomamente.
Il primo mandato per la classe 1D è stato:
Scrivi la storia di una goccia, immaginando di essere tu la goccia e di parlare in prima persona.
Il tempo a disposizione era di 10/15 minuti.

Foto della 1D al lavoro
TUTTI AL LAVORO PER LA PARTE INDIVIDUALE DEL LAVORO SUL TESTO COLLETTIVO

Tutti si sono impegnati: hanno scritto in modo concentrato e hanno prodotto testi molto vari e originali: semplici o complessi, simpatici o drammatici, spiritosi o poetici…
Siamo passati poi alla lettura dei singoli lavori: ognuno aveva il compito di stare molto attento, perché poi avremmo identificato il testo che ci sembrava più significativo.
E’ importante in questa fase ricordare che il testo che viene selezionato deve essere analizzato e modificato in diversi ambiti: lessico, struttura, contenuto e punteggiatura. Nell’alunno il cui testo viene selezionato, convivono la soddisfazione per la scelta e l’umiltà di accettare tutte le proposte di modifiche che verranno concordate; dovrà imparare a leggere le critiche come suggerimenti costruttivi e come un’occasione di miglioramento personale e collettivo.
Come prima fase, sono stati selezionati quattro testi. Li abbiamo riletti e tra questi è emerso quello più apprezzato.

C’è un aspetto sul quale abbiamo insistito: ogni persona che partecipa deve imparare a fare le sue scelte in modo critico, responsabile e solidale. Non è corretto votare un testo perchè è quello dell’amico, ma è proficuo per tutti scegliere l’opera più funzionale.
Noi abbiamo identificato tra tutti quello di C., perché è effervescente, spontaneo e soprattutto perché sfiora il tema della tutela dell’ambiente, che tutti riteniamo importante.

OPERA SCELTA DALLA CLASSE
TESTO ORIGINALE ANCORA DA RIELABORARE

A questo punto, abbiamo dovuto scrivere alla lavagna una o due frasi alla volta di quel testo e analizzarle capillarmente, apportando alcune modifiche alle quali ognuno di noi ha contribuito.

Modifiche alla lavagna
C. ALLA LAVAGNA

E’ stato un lavoro certosino, di scelta lessicale e anche formale. I ragazzi con questo genere di attività si abituano ad utilizzare la parola come strumento e a capire che il lavoro di limatura di un testo lo rende più accattivante. I nostri alunni hanno un bagaglio lessicale più vasto di quello che utilizzano e questo tipo di lavoro lo può far emergere in modo consapevole. Si accorgono quando una parola è più garbata, più pregnante, più efficace o suona meglio; iniziano a capire che la revisione del testo è proficua.
Abbiamo destrutturato il testo di una compagna per costruirne uno che è suo, ma che è anche nostro: è un’esperienza di democrazia. Il prodotto ottenuto è l’espressione di un gruppo. La classe sperimenta così il senso di appartenenza e sperimenta la diversità come ricchezza.


.Testo con correzioni:

Abbiamo apportato al testo iniziale tante modifiche

Ecco il nostro testo definitivo:

Copiamo in bella il testo modificato

Affronteremo altre esperienze di questo tipo di scrittura collettiva, perché la prima è stata divertente e arricchente. Abbiamo capito che la critica, se motivata e se accompagnata da una proposta alternativa, è costruttiva.
Come seconda esperienza abbiamo già provato anche la soluzione della scrittura dei due testi in parallelo: ognuno deve dividere il foglio a metà, verticalmente, dove sulla sinistra scrive il testo di partenza e sulla destra il testo revisionato.
La premessa è stata l’approccio al testo poetico, nello studiare il quale, ci siamo avvicinati ad alcune figure retoriche: similitudine, metafora e personificazione. Perché non diventare piccoli poeti? Abbiamo colto il suggerimento del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che ci invitava a riflettere sull’art. 2 del Manifesto della comunicazione non ostile: SI E’ CIO’ CHE SI COMUNICA.
Ognuno ha inventato qualche verso sull’argomento, l’insegnante ha assemblato il materiale a disposizione e ne è nata una bella poesia.
Eccola!
IL LAGO CHE CI RISPECCHIA
I sorrisi di un uomo
bianco, nero, giallo o marrone
sono tutti uguali.
La bellezza dell’uguaglianza
è nella diversità delle persone.
Senti il sapore di ogni origine!
Non ascoltare sempre le stesse voci!
Fino a quando differenza sarà difetto,
mancheranno giustizia e rispetto.
Impariamo a coltivare la diversità
per il bene di tutta l’umanità.
Spargiamo allora dolci parole
che raggiungono il cuore
con il loro suono armonioso.
Non puoi pensare di essere apprezzato,
se non parti dall’essere educato!
Le parole dicon chi siamo,
come il trillo di un passero
che sempre riconosciamo.
Parola: arma e dono
ferita e benda,
schiaffo o perdono?
Le parole sono un superpotere,
sia nel male che nel bene.
Portano amicizia e amore, ma, se non addomesticate,
ci rinchiudono nella gabbia della violenza,
ci perdono nel labirinto della cattiveria.
Sempre, sono lago che ci rispecchia.

Partendo da questa base, abbiamo scritto il testo sulla metà a sinistra del foglio e l’abbiamo riscritta con le modifiche concordate sulla parte destra.

Siamo molto orgogliosi della nostra poesia.
Con la professoressa di educazione artistica abbiamo rappresentato anche graficamente l’articolo 2 e poi abbiamo creato un cartellone, che raccoglie poesia e disegni. È rimasto poi esposto in Comune, insieme agli altri contributi del nostro Istituto, in occasione della firma ufficiale, da parte dell’Amministrazione Comunale, del Manifesto della Comunicazione non Ostile.

Cartellone con testo poesia e disegni
CARTELLONE DELLA CLASSE 1D
La vicesindaco firma il manifesto della comunicazione non ostile
FIRMA DEL MANIFESTO

Cosa ne pensate di questo genere di lavoro?
Volete provare anche voi?
Allora, riassumiamo!,
Creare un testo collettivo è un’attività che si articola in sei fasi:

  • 1) Definizione della tematica
  • 2) Scrittura del testo individuale
  • 3) Scelta del testo di partenza dopo un attento ascolto di tutti gli elaborati
  • 4) Scrittura sulla sinistra del foglio di quello individuato
  • 5) Confronto capillare, discussione e scelta dell’opzione più adatta
  • 6) Riscrittura del testo collettivo a destra


BUON LAVORO A TUTTI!!!

Professoressa Luisa Pavia e classe 1D, Virgilio