Attualità

Liberamente poeticando

CAVIARDAGE viene etimologicamente dalla parola francese “caviar” (caviale), in pratica “annerire”. In origine, questa tecnica era utilizzata a fini di censura, annerendo le parole considerate “scomode”. Il metodo creato e diffuso in Italia da Tina Festa, racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano, attraverso un processo definito, a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca, ma da testi già scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi su formato digitale. Grazie all’utilizzo di svariate tecniche artistiche espressive, (il collage, la pittura, l’acquerello, etc.), si dà vita a poesie visive che attraverso parole, segni e colori danno voce ad emozioni a volte difficili da esprimere nel quotidiano.

Il senso del caviardage è costruire un proprio componimento, le classi che hanno effettuato il lavoro sono partite da un testo di un articolo, “L’acqua che scorre nelle pagine bibliche” e da due racconti: la goccia d’acqua e il piccolo fiume. A questo punto, si sono rese meno visibili le parti che non sono servite e si sono messe in evidenza solo le parole che per i ragazzi costituiscono un senso.

Permette di vedere la pagina in modo diverso dal solito lasciando spazio alla fantasia e alla creatività.

Ecco i nostri lavori: