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L’uso dell’acqua al tempo dei Romani

Sono una studentessa del corso Scienze della Formazione Primaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e con la classe 5^B ho intrapreso un percorso di tirocinio, avente come obiettivo finale la stesura di un articolo, attraverso le tecniche di scrittura collettiva di Mario Lodi.

Avendo come tema “l’acqua”, ho deciso di proporre come stimolo per la scrittura dell’articolo un episodio del podcast “Capirci un tubo”, riguardo la scoperta dell’acqua calda e il suo utilizzo sin dall’antichità. I bambini hanno poi deciso, attraverso una votazione, quello che sarebbe stato il tema principale dell’articolo: “L’acqua calda al tempo dei Romani”, ovvero il titolo stesso del nostro testo.

Ognuno degli studenti ha poi scritto il proprio testo individuale e, mediante un’ulteriore votazione, è stato selezionato un singolo testo che avrebbe fatto da canovaccio per la fase di riscrittura collettiva. Questo è il risultato finale: un testo informativo sull’utilizzo dell’acqua ai tempi degli antichi Romani, il funzionamento degli acquedotti e delle terme.

Gli alunni hanno inoltre realizzato due fumetti che potete visionare nei video sottostanti.

Buona lettura e buona visione!

L’ACQUA CALDA AL TEMPO DEI ROMANI

Fin dall’antichità l’uomo ha sempre avuto bisogno dell’acqua. All’epoca romana, Roma era la città più popolata del mondo ed era conosciuta come città delle acque.

Nella città vi erano undici acquedotti, che trasportavano circa un miliardo di litri d’acqua. Ancora oggi possiamo vedere resti di alcuni acquedotti romani, come ad esempio l’acquedotto Neroniano che portava l’acqua alla Domus Aurea, ovvero la casa dell’imperatore Nerone.

Gli acquedotti portavano l’acqua nelle case degli imperatori e nelle fontane.  Questi impianti erano molto ingegnosi perché sfruttavano la forza di gravità, attraverso il cosiddetto effetto a cascata. Gli acquedotti erano fatti di pietra, terracotta e piombo.

L’unico acquedotto che non ha mai smesso di funzionare è l’acquedotto Vergine, lungo circa 19 km, che alimenta tre delle più importanti fontane di Roma:

–    fontana di Trevi

–    fontana della Barcaccia, in piazza di Spagna

–    fontana dei Quattro Fiumi

Gli acquedotti fornivano acqua anche alle terme, luoghi dedicati al benessere e all’igiene pubblica. Quando un antico romano si recava alle terme, la prima stanza che incontrava era l’apodyterium, lo spogliatoio dove si lasciavano i vestiti agli schiavi; poi si dirigeva nel frigidarium, la stanza con una vasca d’acqua fredda.

Dopo di esso vi era il tepidarium, la stanza dell’acqua tiepida. A pochi passi da quest’ultimo c’era il caldarium, la stanza con l’acqua calda. Infine si trovava il laconicum, la stanza più calda di tutte, simile a una sauna, chiamata anche sudario.

Il sistema di riscaldamento delle terme funzionava grazie a un braciere sotterraneo, posto sotto al laconicum. Le stanze più vicine al braciere avevano vasche con acqua a temperature più calde, mentre quelle più lontane avevano vasche con acqua a temperature più fredde. La diffusione del calore era favorita anche grazie alle pareti vuote, che portavano il calore dal basso verso l’alto rendendo la stanza ancora più calda.

video 1: gli acquedotti romani

video 2: le terme romane