AttualitàTecnologia

Progetto “WEB OK”

Rivolto alle classi I° della Scuola Secondaria

Tutte le classi prime della scuola secondaria hanno partecipato ad un progetto, che aveva la finalità di aiutare ogni persona a comprendere i lati positivi e quelli più pericolosi del navigare in rete.
Due studenti della classe 1D hanno elaborato ognuno una propria relazione di questa attività, che riportiamo di seguito.

Primo tema

La scuola, a nostra insaputa, ha organizzato un progetto sul WEB solo per le prime, che si articolava in due incontri. Il primo è stato lunedì 2 ottobre. Mentre scendevamo le scale per andare in palestra, due signore ci hanno avvisato che ci sarebbe stato un incontro anziché educazione fisica e musica. Ci hanno chiesto di prendere una penna e seguirle. Siamo andati in un’aula ed abbiamo disposto le sedie a cerchio e ci siamo seduti. Le due operatrici ci hanno chiesto di presentarci e dire un superpotere che avremmo voluto avere. Io, dopo aver comunicato il mio nome, ho detto che avrei voluto avere l’invisibilità. Tanti di noi hanno scelto come me l’invisibilità e tanti hanno scelto il teletrasporto.
Alla fine delle presentazioni, hanno dato un post-it a ciascuno sul quale dovevamo scrivere cosa ci piacesse del WEB. Quando tutti abbiamo finito di riportare le nostre riflessioni, le operatrici ci hanno mostrato un cartellone con la scritta: CI PIACE/NON CI PIACE del WEB. Uno ad uno abbiamo dato le nostre risposte scritte sul post-it e Rebecca, la prima operatrice, le ha trascritte sul cartellone.
Poi ci hanno dato un altro post-it, ma questa volta dovevamo scrivere cosa non apprezzassimo e, come precedentemente, hanno trascritto le nostre risposte sul cartellone.
Dopodiché abbiamo fatto un altro lavoro che riguardava le chat, parlando dei lati negativi e positivi del messaggio vocale, delle emoticon, del messaggio scritto e del faccia a faccia. Alcuni nostri compagni sono usciti e hanno impersonificato delle scenette nelle quali venivano rappresentate le quattro tipologie di messaggio. Per il messaggio vocale, un mio compagno ha mandato ad Elisa, la seconda operatrice, un messaggio vocale con il telefono di Rebecca. L’abbiamo ascoltato insieme e poi ci hanno mostrato un cartellone sul quale c’era scritto: LATI POSITIVI E NEGATIVI di messaggio, VOCALE, EMOTICON, SCRITTO e FACCIA A FACCIA. Abbiamo poi visto il messaggio con le emoticon, proposto in questo modo: la mia compagna è uscita e ha scelto le emoticon da usare per il suo messaggio. Dopodiché è entrata e le ha mostrate a tutti. Noi dopo averle guardate dovevamo capirne il significato, E scrivere lati positivi e negativi delle emoticon. Poi è toccato al messaggio scritto; un mio compagno è uscito e ha mandato un messaggio scritto ad Elisa che poi l’ha letto e di nuovo abbiamo scritto i lati positivi e negativi del messaggio scritto. Infine, abbiamo visto la comunicazione faccia a faccia, ovvero l’ultimo di queste tipologie funzionava così: due nostri compagni si sono parlati in forma diretta e senza uno schermo davanti e si sono detti le cose di persona.
Il secondo incontro è avvenuto lunedì 9 ottobre, a una settimana esatta dal primo. Ci hanno richiesto di presentarci, ma questa volta dovevamo dire il lavoro che avremmo voluto fare da grandi. Io ho detto che mi piacerebbe fare il tennista professionista col mio amico Lorenzo, con cui pratico tennis. Dopo le presentazioni, abbiamo finto di partecipare a una chat di gruppo tramite dei fogli con scritte tre diverse situazioni di chat. Noi avevamo la possibilità di: rispondere, ignorare o uscire dal gruppo. quando abbiamo finito Rebecca ed Elisa hanno voltato il cartellone e hanno scritto le diverse modalità di risposta: la prima tipologia era quella aggressiva, la seconda era quella passiva e la terza quella assertiva. Ad uno ad uno, io e i miei compagni abbiamo detto le nostre risposte e Rebecca le ha classificate nelle tre diverse modalità di risposta in base al contenuto. Alla fine di questo lavoro ci hanno divisi in sei gruppi da quattro persone e ci hanno dato un foglio con descritte tre diverse situazioni che riguardavano i pericoli di postare le foto, scrivere cose che potrebbero ferire sentimenti di una persona ecc. Ogni gruppo doveva scrivere i rischi e le buone prassi per quelle tre situazioni. A fine incontro, siamo tornati in classe. Io mi son divertito, spero anche i miei compagni, ma soprattutto ho capito che questo argomento è molto importante e da non sottovalutare. Credo che si debba stare attenti a ciò che si scrive in chat per non ferire i sentimenti altrui. D’ora in poi farò ancora più attenzione a ciò che faccio, scrivo, leggo e cerco sul web, perché può essere pericoloso e non si può sapere cosa nasconda.
Scritto da Zeno M. 1D, Virgilio.

Secondo tema

La nostra scuola ha organizzato un progetto, articolato in due incontri, inerente alla sicurezza sul web.
Il mondo che ruota intorno al web mi ha sempre affascinata. Analizzarlo con degli esperti era per me una novità; quando sono venute Rebecca ed Elisa, lunedì 2 ottobre, ero molto incuriosita da quello che mi avrebbero detto.
Prima di tutto si sono presente, poi hanno invitato tutti gli alunni ad uscire dalla classe e ad andare in una piccola stanza, dove ci hanno fatto sedere sulle sedie disposte in cerchio, interrogandoci subito sul perché, secondo noi, ci fossimo messi così. Il motivo, ci hanno spiegato, visto che nessuno di noi sapeva dare una risposta, era perché così ci potevamo vedere meglio tutti negli occhi.
Le due esperte ci hanno quindi proposto di svolgere insieme un’attività: ciascuno di noi, dopo essersi presentato, doveva indicare quale “superpotere” avrebbe voluto avere, laddove avessimo potuto scegliere. Io ho chiesto la “telecinesi”, ossia la possibilità di agire ed operare attraverso la mente; come me, anche Ester ha espresso il desiderio di possedere la capacità di compiere azioni mediante la telecinesi. Dopodiché siamo passati ad una seconda fase: ci hanno chiesto di individuare e spiegare cosa amiamo del web e poi invece cosa non apprezziamo. Quando è stato il mio turno ho elencato tutti i siti che attengono alle mie passioni ed in particolare Pinterest, Canva e tutti quelli che mi permettono di ascoltare la musica e di guardare i film. Alcuni miei compagni hanno detto che spesso navigano sui social e che guardano YouTube. Le cose che non mi piacciono sono i virus e i possibili hacker, nonché i messaggi pubblicitari che tempestano i siti internet. Una cosa che mi ha molto colpita, a cui non avevo pensato in quanto non vado sui social e non posseggo ancora il cellulare, sono alcune riflessioni fatte dai miei compagni di classe che hanno evidenziato come il mondo su internet possa essere pericoloso tutte le volte che vengono pubblicate frasi cattive e offensive nei confronti di altre persone. Sempre durante la stessa giornata, cinque di noi sono usciti per simulare le quattro diverse forme di comunicazione con le quali possiamo esprimere i nostri pensieri e le nostre emozioni agli altri. Tutti noi che siamo rimasti dentro la classe non sapevamo il motivo per il quale i nostri amici fossero usciti. Elisa ci ha chiesto quali fossero i modi di comunicazione di nostra conoscenza. Qualcuno ha risposto dicendo che si può esprimere il proprio pensiero verbalmente, altri hanno detto attraverso la scrittura, c’è chi ha pensato alle emoji presenti su WhatsApp, chi alla comunicazione che avviene guardandosi negli occhi e chi inviando un messaggio vocale attraverso il cellulare. Quando sono rientrati, i nostri amici hanno simulato alcuni esempi di comunicazione che noi avevamo ipotizzato con Luisa. In particolare, hanno evidenziato quelli che sono i vantaggi ma anche gli svantaggi di una comunicazione che avviene attraverso il web. Sicuramente i pro sono l’immediatezza e l’efficacia del messaggio che giunge direttamente in qualsiasi momento al destinatario. Di contro, si perde la relazione e quindi il contatto umano con la persona. Il tipo di comunicazione da utilizzare va scelto soprattutto in base alle circostanze a seconda della situazione in cui ci troviamo; dobbiamo scegliere se utilizzare un messaggio diretto ed efficace, come può essere quello mediante WhatsApp, o preferire di guardare negli occhi il nostro interlocutore e decidere di parlargli mostrando i nostri sentimenti e le nostre emozioni.
Il secondo incontro con gli esperti ha avuto luogo lunedì 9 ottobre. Elisa e Rebecca in quella occasione hanno chiesto a ciascuno di noi cosa desiderassimo fare da grandi. Quando è stato il mio turno ho espresso il mio più grande desiderio: fare la veterinaria. Dopodiché è seguita un’altra esercitazione: ci sono stati consegnati due fogli in cui erano riportate delle conversazioni dai toni aggressivi; noi dovevamo scrivere ciò che avremmo risposto a quelle provocazioni, se fossimo stati protagonisti. Dovevamo infatti scrivere nelle vignette libere una nostra eventuale risposta. La frase da noi riportata veniva messa in un cartellone a seconda del tipo di risposta: ognuna era catalogata in “toni aggressivi”, “toni passivi” o “toni assertivi”. Abbiamo poi formato due gruppi: io ero insieme ad Ester, Mary e Martina. Ci sono stati distribuiti dei testi e a noi era stato dato il compito di individuare quelli che erano i rischi e le buone prassi legati alle situazioni presentate. Infine, la giornata si è conclusa con la compilazione di un questionario anonimo, in cui dovevamo esprimere i nostri pareri su questa esperienza, formulando i nostri giudizi su come avevano spiegato le insegnanti e se avessimo trovato utile quell’esperienza. I voti andavano da un minimo di uno ad un massimo di sei.
Ho vissuto queste due giornate con grande entusiasmo, in quanto ho imparato molte informazioni sulle situazioni che vivo nella realtà quotidiana e che sicuramente mi saranno utili nella vita.

Scritto da Carolina V. 1D, Virgilio.