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Riflessioni sulla giornata della memoria

Riflessioni sulla giornata della memoria prodotte dagli alunni della 2A

ANNA

Ciao, io sono Sofia Negrini, una ragazza che frequenta la seconda media nel plesso “Luigi Pirandello”.
Quest’anno la nostra prof. di Lettere ha deciso di leggerci il diario di Anna Frank.
Ogni volta che la prof. lo legge in classe cerco di mettermi nei panni di Anna.
Magari quando racconta dei problemi che c’erano nella sua famiglia, posso ancora riuscire a immedesimarmi, ma quando si parla di lasciare la scuola, di abbandonare la propria casa, di rimanere chiusi in un nascondiglio e non farsi sentire, della consapevolezza di quello che stava accadendo e di ciò che questa povera e giovanissima ragazza ha dovuto sopportare, del sentirsi “diversi” o dell’essere esclusi, ecco, qui non riesco minimamente a mettermi nei suoi panni.
Perché noi che non abbiamo vissuto sulla nostra pelle quella tragedia, non possiamo immaginarci neanche la metà della metà di quello che gli ebrei hanno dovuto subire.
Noi a volte non riusciamo a capire quanto siamo fortunati a vivere in uno Stato basato sulla democrazia ,che consente la libertà di culto e che garantisce che tutti siamo uguali al cospetto della legge.
Io penso che tutti dovremmo essere più grati per quello che abbiamo: la libertà, una casa e tante altre cose.
Immagina di essere Anna, una normale ragazza di 14 anni e all’improvviso devi lasciare scuola, casa, amici, tutto!
Immagina di essere Anna che pensa al suo futuro, a quando sarà moglie e mamma, e non sapere se un giorno questo sarà possibile.
Immagina di essere Anna che sa dei campi di concentramento, che sa dello sterminio di ebrei, che sa tutto, che deve essere forte e sopportare questo peso, avendo paura di essere trovata da un momento all’altro, che si spaventa per ogni minimo rumore insolito e che in un battito di ciglia si è ritrovata in un posto diverso da casa sua, con abitudini diverse da quelle di prima, senza più poter uscire e senza più vedere gli amici.
Adolf Hitler fece una vera e propria strage, che spero tutti consideriamo una cosa bruttissima e che non si deve ripetere mai più.
Per questo non possiamo dimenticare questa strage, noi non dobbiamo farla riaccadere, non possiamo inciampare in questo errore.
Siamo nati per ricordare.
Non possiamo buttare tutte queste anime al vento come se fossero senza valore, dobbiamo onorarle e portarle nel nostro cuore.

testo di Sofia N.

ANNA SONO IO

Anna sono io e sono obbligata a stare rinchiusa in un nascondiglio
Anna sono io e sono costretta a stare sola
Anna sono io e non posso comunicare con i miei amici
Anna sono io e non posso socializzare con il mondo esterno
Anna sono io e non ho la libertà di credere in ciò che voglio
Anna sono io e penso a come sarò da grande
e come sarà quando tutto questo finirà.
Peccato però che un futuro per me non ci sarà.

testo di Marco P.

ESSERE ANNA

Cara  Kitty,
ancora non riesco a crederci, e non in senso positivo, sono qui, sono nascosta dietro ad una libreria, nella mia stanza, vuota. Vuota come le sensazioni che sto provando in questo momento, mi sento dispersa, sola, 
terribilmente sola.
Da quando sono qua,mi sento quasi in dovere di essere matura, adulta, non voglio essere di peso per nessuno, non in questa situazione.
Ogni giorno ascolto terribili notizie alla radio, gente privata dei propri beni, delle persone  care, delle proprie  abitudini: della propria libertà! Sono in un subbuglio di emozioni, se rido mi zittisco subito, presa dai sensi di colpa, pensando a tutte quelle persone a cui non è concesso.
So che è un periodo brutto, ma non riesco a non  trovare qualcosa per cui sorridere, con cui andare avanti; in fondo è un mio diritto, no?
Ormai mi sento invecchiata di vent’ anni, bado da sola a me e ai miei bisogni, non posso sbagliare, sarebbe troppo pericoloso, e non posso essere spensierata, perché la cupezza che c’è intorno a me non mi consente di essere una farfalla che vola in libertà. Quando avrò dei bambini, lotterò perché  possano essere bellissime farfalle colorate che cresceranno  seguendo i ritmi della vita.
Ora ti saluto Kitty, mi chiedo quando saremo liberi.
                                                                              La tua Anna

testo di Giulia A.

PENSANDO AD ANNA
L’uomo che pecca si crede nel giusto,
mentre l’uomo che subisce non comprende quel che riceve,
fino a che punto.
Ma colui che non fa nulla pur sapendo chi è nel giusto,
non sa invece di essere il peggiore.

testo di Marco G.